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Cazzano di Tramigna

Provincia di Verona - Regione del Veneto


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La fontana di Cazzano

La fontana di Cazzano di Tramigna vista dal Municipio (2011)

 

Lungo una linea che si estende dal Piemonte al Friuli e che divide idealmente l’alta pianura dalla bassa pianura, si trova una fascia di larghezza variabile, tra i 2 e i 30 km, denominata “delle risorgive”.

Le acque piovane e quelle dei fiumi che scendono dalle zone alpine, vengono assorbite dai terreni grossolani presenti nella zona pedemontana, al punto che alcuni corsi d’acqua possono diventare delle asciutte distese di ghiaia.

Procedendo verso valle le acque sotterranee incontrano depositi più fini e meno permeabili, in questo modo le falde diventano superficiali fino ad emergere nelle numerose polle od “olle” risorgive.

Nel centro del paese, nell'unica piazza presente a Cazzano, abbiamo una risorgiva chiamata popolarmente Fontana e rinominata Lago della Mora (dalla ciliegia che ha zona di origine e di produzione proprio nel paese); le acque che alimentano la risorgiva si presume provengano dal Monte Bastia a est, dal gruppo del Carega a nord della valle, ma anche dalla vicina val d'Illasi a ovest in quanto quest'ultima è una trentina di metri più alta della val Tramigna e inoltre è soggetta al carsismo.

La fontana vista da sud (2010)

 

La risorgiva misura circa 120 m di  lunghezza (dal frantoio Contri a via Fienil fontana) e mediamente 20 m di larghezza.

Sul lato ovest della fontana, sotto il castello, alimentato dalle stesse acque della sorgente si forma un altro piccolo bacino denominato "Peschiera".

Qui si abbeveravano le mucche di ritorno dal pascolo,  prima di venire condotte nelle vicine stalle di via Fienil fontana.

Dalla "Peschiera" parte il  cosidetto " Fosso delle Rive", di natura artificiale, fatto costruire tra il 1600 e 1700 dai conti Pompei di Illasi ed usato per l'irrigazione, per via sotterranea  passa sotto l’alveo del torrente Tramignola, costeggia tutto il monte del castello d’Illasi  (nel comune omonimo), passa ad una quota altimetrica più bassa rispetto a quella della contrada di San Colombano e si ributta nel Tramigna dopo aver oltrepassato la località Cereolo,  fra il territorio illasiano e quello di Colognola.

 

Mappa della fontana del 1715

 

La fontana è la sorgente del fiume Tramigna, affluente dell'Alpone e, dunque, anch'esso tributario di sinistra dell’Adige.

Nell'anno 2008 è stata collocata all'interno dello specchio d'acqua una statua raffigurante San Giovanni Nepomuceno, santo Boemo morto annegato nella Moldava, a Praga, per non aver voluto violare il segreto confessionale (per tale motivo è patrono di tutti i confessori e delle persone in pericolo d’annegamento).

San Giovanni Nepomuceno (2008)

Riposo e silenzio (2011)

 

Nel 2011 durante i lavori per il recupero e la riqualificazione del parchetto adiacente alla fontana, sono state praticate delle aperture del vecchio muro di contenimento e si è costruita una passerella in acciaio a pelo dell’acqua creando così una passeggiata molto suggestiva sul laghetto.

La nuova passerella (2012)

"Le scalette" e la passerella (2012)

Parco panoramico (2012)

 

L’acqua che nasce dalle polle all’interno della fontana (chiamati i "boi"), sgorga ad una temperatura stabile, in estate ed in inverno, di 10°- 12° centigradi, la sorgente può subire delle lievi variazioni nel volume di nascita dovute a delle prolungate siccità ma il fiume Tramigna non è mai in secca e la sua portata  è di circa 5 metri cubi al secondo, a differenza dei torrenti delle vicine valli, Alpone e Progno d’Illasi praticamente asciutti per tutto il tempo dell’anno. È questo il motivo per cui agli inizi del 1900 si potevano contare lungo il suo corso ben 9 attività lavorative;  8 fra mulini e frantoi e un maglio.

Nel bacino il livello dell’acqua è tenuto costante dall’innalzamento e dall’abbassamento di apposite chiuse poste a sud della fontana, l’altezza effettiva dell’acqua varia dai 70 centimetri nella parte verso nord dove sgorgano le polle della risorgiva a 160 centimetri a sud dell’invaso dove l’acqua esce dalle mura e inizia il corso del fiume Tramigna.

Prima del 1974 la fontana era popolata da una flora e fauna  veramente particolare, si trovava in abbondanza lo Scazzone (Cottus gobio)  un tipo di pesce in dialetto chiamato “Magnaron”, la Sanguinerola (Phoxinus phoxinus) da tutti conosciuta come Bersanella, la Sanguisuga (Hirudo medicinalis) detta Sanguetta, larve di Tricotteri racchiuse nei loro astucci costruiti con fini granelli di sabbia (conosciuti e chiamati “frigani”), colonie di Gammaridi (minuscoli gamberetti semitrasparenti) popolavano i muschi e le erbe che crescevano nella vasca (venivano chiamati “gambarussoli”), inoltre nella Peschiera e nei due fossati che partono dal lato ovest della fontana usati per l’irrigazione dei campi si potevano trovare i Gamberi di fiume (Austropotamobius pallipes).

Si diceva prima del 1974 perchè in quell’anno un gruppo di pescatori del paese, inconsapevoli del disastro che si stava provocando nella popolazione  della risorgiva, organizzò una gara di pesca alla trota proprio nel laghetto, dopo poco tempo le trote rimaste cancellarono tutta la fauna ittica della fontana, la stessa fine hanno fatto anche le distese di crescione esistenti sullo specchio d’acqua prima della liberazione delle oche e poi dei cigni nei primi anni 90. 

Organizzatori e vincitore della gara di pesca del 1° maggio 1974

 

In provincia di Verona è esistente un’altra risorgiva dalle caratteristiche simili, si trova a Montorio, un paese in comune di Verona, dalla sua sorgente prende inizio il fiume Fibbio.

Cartolina illustrata del 1930 circa

Testi, informazioni ed immagini a cura di Luca Fiorio.

Poesie

LA FONTANA poesia della professoressa Maria Steccanella

LA FONTANA E LE LAVANDARE poesia di Nadia Scudellari

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